Squid game

Squid Game: voi partecipereste ad una versione reale?

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Pochi giorni fa Netflix ha pubblicato sui suoi canali social un particolare annuncio in cui chiedeva agli utenti se avessero voglia di fare un gioco ispirato a Squid Game. Prerequisiti per partecipare? Saper parlare fluentemente l’inglese. Per iscriversi alla versione reale della serie tv basta andare sul sito, leggere il regolamento e completare il modulo d’iscrizione allegando delle fotografie. Netflix è alla ricerca di 456 giocatori e in premio c’è un montepremi di 4.56 milioni di dollari.

Si tratta del più grande esperimento sociale di Netflix, in cui i concorrenti saranno completamenti immersi nel mondo di Squid Game e non potranno sapere i dettagli di cosa succederà loro e quali sfide dovranno superare. Ovviamente non verrà ucciso nessuno come invece avviene nella serie ma sarà un modo per testare la lealtà dei concorrenti e per rivelare interessanti dati sul comportamento umano. Fino a che punto siamo disposti a spingerci per vincere un premio in denaro?

Questa è la domanda che è posta alla base di questa serie tv dal successo enorme e planetario. La prima stagione è uscita a settembre del 2021 e in breve tempo ha registrato milioni di stream. La serie è coreana ed è scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk. La trama si dirama su nove episodi in cui si racconta la storia di un gruppo di 456 persone che pur di vincere un ricco montepremi in denaro partecipa a giochi mortali.

Il protagonista è Seong Gi-hun un uomo di mezza età, divorziato, che è stato costretto a tornare a vivere con la madre e con ingenti problemi economici. Una sera, mentre aspetta di tornare a casa in metropolitana, viene avvicinato da un elegante uomo in giacca e cravatta che lo sfida ddakji e lo invita a partecipare ad una gara composta da sei giochi per bambini. In palio una grossa somma di denaro, ma i giocatori devono accettare di partecipare senza conoscere le regole.

Il protagonista sceglie di prendere parte a queste sfide e si ritrova con gli altri concorrenti in un luogo segreto. Tutti indossano una tuta verde petrolio e ognuno è identificato con un numero. Solo partecipando al primo gioco, ovvero una sorta di “Un, due, tre, stella!”, i giocatori comprendono che chi perde viene ucciso.

Decidono dunque di ribellarsi e optano tutti quanti per abbandonare il gioco e tornare ciascuno alle proprie vite. Ma pochi giorni dopo, tutti quanti decidono di ritornare e accettano di correre il rischio di morire piuttosto che continuare a vivere l’esistenza frivola e disperata che conducono al di fuori del gioco.

Sfida dopo sfida, i giocatori muoiono uno dopo l’altro e alla fine ne rimangono solo tre che lottano disperatamente per arrivare al bottino. L’ultimo ostacolo da superare è il cosiddetto gioco del calamaro da cui la serie prende il nome (Squid, infatti, in inglese indica questo animale).

Seong Gi-hun alla fine vince la somma di denaro ma resta traumatizzato dall’esperienza appena conclusa. Il finale della prima stagione è decisamente aperto: vediamo il protagonista che incontra di nuovo l’uomo che lo aveva sfidato a ddakji un anno prima. Decide di richiamare il numero e di voler partecipare alla nuova edizione della competizione per smascherare chi è che c’è dietro a questa terribile macchina della morte.

Per scoprire se ce la farà dobbiamo attendere la seconda stagione già confermata dal colosso dello streaming. Un prodotto dallo straordinario successo giudicato positivamente anche dalla critica. In alcuni parti la vicenda risulta un po’ monotona e forse tirata troppo per le lunghe, ma nel complesso si tratta di una serie godibile e che offre ottimi spunti di riflessione.

Le dinamiche che si sviluppano nel corso della trama sono a volte così assurde da portare chi guarda a interrogarsi profondamente. La domanda che sorge spontanea è se anche noi avremmo mai accettato una sfida del genere. Il fatto che siano ben 456 le persone che scelgono di partecipare e che in passato ce ne siano state altrettante, porta a riflettere sulle condizioni in cui molta gente vive oggi. Squid game rappresenta l’eterna questione se i soldi facciano o meno la felicità e fino a che punto siamo disposti a spingerci nel nome del dio denaro.

Per ora non ci resta che attendere la seconda stagione e la versione reale di Squid Game, sicuri che entrambe avranno notevole successo e sveleranno particolari interessanti sull’umanità.

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