Gerry Scotti

Gerry Scotti: “Sognavo di fare la radio per tutta la vita”

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Da un pò di tempo a questa parte uno dei format di intrattenimento più interessanti che possiamo trovar su Youtube è sicuramente “Muschio Selvaggio”, progetto ideato da Fedez, lo youtuber Luis Sal e suo fratello Martin Sal dove in ogni episodio vengono intervistati “liberamente” personaggi di spicco appartenenti a mondi di vario genere come quello della cultura e dello spettacolo. L’ultimo in ordine di tempo è stato Gerry Scotti, storico conduttore televisivo che da sempre accompagna le nostre giornate grazie alla sua simpatia e professionalità che abbiamo il piacere di ritrovare nei suoi programmi.

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Gerry Scotti

L’introduzione dell’ospite è tutta da ridere, con Fedez che sottolinea quanto Gerry sia un’icona della televisione e del nostro paese, e che per questo prima o poi si meriterebbe una statua. “Ti stai toccando i…” gli dice Fedez, e Gerry: “No no sto sistemando la camicia…e comunque mi auguro nel caso me la facciano da vivo…”, ecco questo è il siparietto che rompe il ghiaccio e che da il via a questa piacevole chiacchierata.

Ex politico? No, solo un ruolo marginale

“La pensione parlamentare? Una di quelle fake news che giravano a quei tempi…”, così Gerry Scotti apre raccontando di quel periodo di contaminazione vissuto da giovane mentre faceva la radio e che spesso lo portava a presentare dei concerti che venivano organizzati dalle università. “Durante un dopocena ad uno di questi eventi di beneficienza mi venne chiesto di candidarmi per rappresentare i giovani di Milano. Ma io neanche ci pensavo, anche perché l’ultimo che avevano scelto era stato Giorgio Strehler, quindi diciamo che non mi sentivo proprio all’altezza…”, e qui Fedez se ne esce con un: “Chi è Strehler raga?…” e Gerry un pò sorpreso ma stando anche al gioco gli spiega che si tratta di uno dei più grandi registi e direttori teatrali d’Italia. Fedez chiosa con un: “Va beh, questa la tagliamo…”. Ma comunque non è tanto il conoscere o non conoscere un personaggio, quanto la libertà di sentirsi perfettamente a proprio agio nel poter dire qualsiasi cosa, questa è la forza di “Muschio Selvaggio”. Ma torniamo a noi.

Beh alla fine, con un pò di sana incoscienza, Gerry Scotti si convince diventando il candidato dei giovani milanesi. Il giorno delle elezioni prese 10.000 voti. Siamo nell’estate del 1987 e Gerry racconta di quando si trovava a Riccione per fare “Deejay Beach” ovvero “Deejay Television” ma dall’Acquafan, cosa che Linus, Direttore Artistico di Radio Deejay ha continuato a fare, quella di realizzare quasi tutti i programmi radiofonici in diretta dall’Acquafan. Gerry allora racconta di quando lo chiamò sua madre raccontandogli che dei carabinieri erano arrivati a casa sua per consegnargli una busta con all’interno la comunicazione del Questore della Camera dei Deputati che ufficializzava l’elezione di Gerry nel partito, all’epoca, dei socialisti con Craxi. Poco dopo dovette presentarsi a Montecitorio con un abito nuovo ma si dimenticò della cravatta: “Me l’ero dimenticata così me la feci prestare da un mio amico. Era floreale”.

“Col senno di poi, di oltre 30 anni di poi, vi dico che A non lo rifarei, B è stata un’esperienza che non mi ha dato nulla, C anche io non ho dato nulla a quell’esperienza”. L’argomento politica viene chiuso così dallo “Zio Gerry”.

La radio e il primo incontro con Silvio Berlusconi

Luis mostra i suoi famosi “schemini” che ad ogni episodio riassumono i momento fondamentali della carriera del loro ospite: in questo caso esce la schermata con scritto: “Gerry Scotti ha all’attivo al 2022 circa 740 prime serate e oltre 8200 puntate in day time in televisione”. Gerry Scotti osserva sorridendo e replica con un: “E il bello è che questi dati continuano ad aggiornarsi ogni giorno. Si aggiornano, si aggiornano…”. Racconta di quando Claudio Cecchetto lo convinse a fare il veejay, cioè il disc-jokey ma in televisione: “Claudio me lo propose ma io non volevo farlo, volevo fare solo la radio. Sognavo di farla per tutta la vita. Ancora adesso, fosse per me, sarei in onda al fianco di Linus. Fu Claudio a convincermi a fare la tv.”

“Scelse me, con il mio atteggiamento da persona normale, e in questo corridoio due piani sottoterra di Palazzo dei Cigni, località di Milano 2 dove c’era la televisione, incontrammo in doppio petto tale Silvio Berlusconi. Beh lui chiamò Cecchetto, io nel frattempo sentivo tutto perché ero a pochi passi da loro, e gli disse: “Scusa ma Claudio, a sapere che prendevi quello lì prendevo il mio ragioniere”… (ride). Lo disse con un sorriso bonario come a dire: “Dico così ma ti metto alla prova”.

Pensa 30 anni dopo al funerale di Raimondo Vianello, una delle persone che ho amato di più nel mondo della televisione, lo incontrai, mi venne vicino e si ricordò di quella frase lì. Mi disse: “Gerry io me la ricordo quella frase, ma adesso te ne devo dire un’altra: quando vado a casa, se prendo il telecomando, accendo la tv e ci sei tu, mi rendo conto di essere a casa…”.

Inizia qui un racconto che va a ritroso nel tempo, con Gerry Scotti che parla delle sue origini e della sua famiglia. Nipote di un contadino e un panettiere, e figlio di un operaio che lavorava di notte alle rotative del Corriere della Sera, Gerry racconta della sua crescita e di cosa significasse appartenere a quella generazione degli anni ’60/’70 e dell’importanza del posto di lavoro sicuro. “Beh ragazzi vi dico che all’epoca, quando avevo 20 anni, io mai mi sarei aspettato di fare tutto questo, perché non era nelle esigenze primarie del mio carattere e della mia famiglia…”, da questa frase spiega anche il valore che hanno assunto i soldi per lui, di come questi ti facciano star bene ma non ti comprino esattamente ciò che per te conta. “I miei genitori se ne sono andati insieme e ancora ogi sento il rimorso di non esser riuscito a far nulla per loro, nonostante fossi già più che benestante…”

Lo stato della tv generalista

“La tv generalista sta molto meglio di quanto possiate credere, è da circa un ventennio che i grandi santoni della comunicazione dicono che la tv, per come la conosciamo noi, è morta. Ebbene a distanza di tempo sono qui a dirvi che la tv generalista, quella che si accende quando si rientra a casa e ci si leva le scarpe, si inizia a preparare da mangiare, beh funzionerà sempre. É vero che oggi c’è un altro tipo di fruizione, ma certi appuntamenti esistono grazie a questi programmi.”

Queste le parole di Gerry che spiega anche, piccola parentesi, come la famosa caduta a Strisca la Notizia in realtà fosse in parte organizzata: “Sapevo che mi sarebbe successo qualcosa, ma non credevo fino a quel punto…”.

Gli studi

Prima il liceo classico, poi l’università con la facoltà di Giurisprudenza, Gerry ripercorre tutto il periodo della sua vita legato agli studi e alla sua istruzione, su come inizialmente volesse convincere i genitori a fare architettura, e di quando una volta arrivato a Città Studi, suo padre vedendo “il tipo di studenti” che frequentavano quella facoltà gli disse: “Non farmi questo, iscriviti ad una facoltà che magari dopo ti fa trovare un posto in banca…” quest’ultima frase Gerry la dice in milanese.

Un grosso dispiacere che Gerry dice di aver dato ai propri genitori, è quello di non essere mai riuscito a dare gli ultimi esami universitari a causa del servizio militare. Successivamente si fece assumere, grazie ad un amico conosciuto a militare, in una delle più grandi agenzie pubblicitarie del mondo che aveva casualmente sede anche a Milano.

Ispirato da chi?

Dopo gli studi e questa parte di vita si parla di chi Gerry vedesse come esempio di conduttore televisivo a cui ispirarsi: “Nell’ordine mi hanno detto di essere l’erede di Mike Bongiorno, di Corrado, poi di Vianello col “Gioco dei 9″, ma quello che mi ispirava di più, come modo di fare e savoir faire, era Johnny Dorelli”. Per Gerry era inarrivabile, sia quando faceva la radio che la tv.

Tornando al periodo in cui Gerry faceva il pubblicitario, il conduttore spiega di come la radio la facesse per hobby e dico come Cecchetto, quando decise di realizzare una radio professionale, lo convinse a lasciare quel lavoro per lui. Altro “dispiacere” che diede alla sua famiglia, lasciare un posto di lavoro sicuro.

Era l’anno 1982, quando nacque Radio Deejay. Lì partì ufficialmente possiamo dire la carriera di Gerry Scotti. Dalle prime radio, a Radio Milano International, fino a Radio Deejay, questo è ciò che voleva Gerry, che ammette come non fosse di suo interesse la tv, voleva fare solo la radio e si augurava che Cecchetto trovasse in fretta qualcuno che lo sostituisse. Grazie al cielo non trovò nessuno, anche perché in quel momento era nata una stella dello spettacolo italiano. “Ho iniziato a fare la tv per caso, quasi in maniera forzata, e poi invece…”.

Fondamentale per Gerry la figura di Claudio Cecchetto, che non solo fu un vero genio, ma riuscì anche ad indicare la strada su come fare la radio in maniera professionale, facendo nascere insieme a Gerry i futuri protagonisti della tv italiana: da lui a Fiorello fino ad Amadeus.

Per Gerry Claudio Cecchetto era un sognatore, che in quel periodo d’oro aveva avuto delle intuizioni prima di altri, e che grazie al suo pragmatismo riuscì a realizzare. “La radio esisteva come mezzo, ma Claudio è come se avesse detto: “Questo è il modo giusto di farla…”.

Come dice Fedez “ha rappresentato un vero fenomeno di costume”.

Qui sotto l’intervista completa:

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