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Misstake: “Dopo la sofferenza c’è sempre una rinascita”

Misstake, Alessandra Tondo all’anagrafe, è un’artista poliedrica ed empatica che oltre a sperimentare con la musicalità sa affrontare, nei suoi brani, temi importanti. Come Le Star è il suo singolo estivo, dal ritmo funky e travolgente, per l’occasione abbiamo scambiato con lei due chiacchiere.
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Qui di seguito l’intervista a Misstake:

Il tuo ultimo singolo si intitola “Come Le Star” che cosa racconta?

“Io voglio raccontare un pochino quello che è l’amore adolescenziale, quell’amore che ti travolge da dentro e che poi nell’età più adulta tendiamo a ricercare ma difficilmente riusciamo a riprovare. è un po’ un tornare indietro e cercare di ritrovare un po’ quella felicità e quella spensieratezza che avevamo quando eravamo più piccoli ecco”.

Che cosa cambia musicalmente dai precedenti singoli?

“Sicuramente è un singolo più maturo, gli altri erano molto più sperimentali. Con questo mi avvicino di più al pop, è anche di più facile comprensione, arriva diretto, mentre gli altri sono molto da interpretare, quindi più di nicchia. Adesso invece sto cercando di aprirmi a quello che può essere il pop e tutte le sue parti, unendo anche vari generi”.

Per questa canzone riconfermi, nella produzione, la collaborazione con The Ross. Com’è iniziato il vostro percorso artistico insieme?

“Noi ci siamo conosciuti perché io davo una mano ad un ragazzo a gestire una pagina rap su Instagram, ai tempi importante, e mi ha detto che c’era un produttore che avrebbe voluto conoscermi per la promozione ad un suo artista. Quindi è partita molto easy, ci siamo sentiti e parlando ci siamo trovati subito molto bene. Io gli ho detto di venire a Milano così avremmo provato a fare qualcosa insieme e lui ha accettato subito, da quella volta non se n’è più andato. Lui produce me e anche Dani White, viviamo proprio in una casa assieme in Brianza, ognuno ha il suo piano e abbiamo anche uno studio”.

Nelle scorse settimane ho scritto un articolo sull’importanza di sensibilizzare il problema del gender gap, nell’industria musicale. Divario che si intensifica ancora di più nel panorama rap e urban… Tu da artista donna come vivi l’industria?

“É tosta… Bisogna sempre dimostrare di più rispetto ad un uomo. Non è che per il nostro essere nate donne dobbiamo essere condannate per tutta la vita. Bisogna sempre avere molta cazzimma e dimostrare il doppio, non è assolutamente facile. Io ho la fortuna di pensare molto spesso anche da uomo, io ragione come un uomo e riesco a gestire molto bene questo tipo di situazioni, però non è facile… A tratti snervante, soprattutto per una persona come me che lotta tantissimo per la libertà di espressione.

Non c’è mai una vera e propria meritocrazia dietro agli obiettivi che uno raggiunge o a quello che fa, “lo hai fatto solo perché sei donna“. É un po’ un peccato nel 2022 essere qua ancora a parlare di questo. Spero col tempo, anche io in minima parte, di riuscire a cambiare questi preconcetti”.

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Misstake – Crediti Paolo Bianconi

Quali consigli daresti ad una ragazza che vuole intraprendere un percorso artistico in questa industria?

“Entrare dimostrando quanto si vale e fregandosene totalmente di tutto quello che può essere detto, perché sicuramente verranno dette tante cose. Io mi fisso su un obiettivo, su un punto, e guardo dritta lì andando avanti con il paraocchi. Questa cosa mi permette di tutelarmi”.

Con la tua musica e quello che comunichi diventi in qualche modo un punto di riferimento per molte donne e ragazze. Cosa pensi che possano imparare da te? Vedendoti e sentendoti quasi come un’amica.

“Sicuramente che dopo la sofferenza, in generale, c’è sempre una rinascita quindi la sofferenza serve per evolvere. Io i momenti in cui soffro di più nella mia vita sono quelli che poi ti portano a fare degli step in avanti pazzeschi. Solitamente quando sto male ormai, ovviamente me ne dispiaccio, però poi so che questa cosa mi porterà ad avere qualcosa di più, un arricchimento personale.

Bisogna poi ricordare sempre che se noi riusciamo ad accettare quelli che possono essere il dolore e l’ansia, riusciremo anche ad essere delle persone più forti e meno condizionabili. Il consiglio che do sempre io quando mi scrivono è quello di godersi ogni passaggio della vita, riuscire ad immergersi sia nei disagi che nella bellezza, in modo tale da riuscire ad estrapolare tutto il meglio… É difficilissimo ma è una cosa che io, su di me, sto imparando a fare. É una cosa che porta dei grandi cambiamenti di vita e dei grossi cambiamenti anche a livello interiore”.

Ci sono tante artiste, ragazze e donne, che si stanno facendo strada nel panorama rap e hip hop in Italia. Con chi ti piacerebbe collaborare?

“Per adesso, di tutte le persone che ho sentito ultimamente, a livello energetico lavorerei bene con Mara Sattei, è una persona molto limpida e trasparente, non ha maschere. Mi piace molto la sua naturalezza, lei è una delle poche che ha la forza di essere quello che è veramente. Lavorerei volentieri con una persona così perché avrebbe qualcosa da dare anche a me. Io quando collaboro penso molto a cosa quella persona può lasciarmi”.

Video ufficiale “Come Le Star” Misstake

Parliamo di concerti, hai aperto tantissimi concerti per rapper, quale ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché?

“Sicuramente il primo live che ho fatto in apertura a Vacca che mi ha portato a fare un sacco di cose super, mi ha portato a tirare fuori il meglio di me anche a livello artistico. Mi è piaciuto molto anche quando ho aperto a Nitro, lui mi è piaciuto tantissimo perché è una persona con una sensibilità pazzesca.

A me le persone sensibili non mi lasciano mai indifferente perché hanno sofferto tanto solitamente e riescono a trarne un vantaggio, nonostante tante volte la sensibilità sia di difficile gestione e quindi un peso. Anche lui è una persona che ha tirato fuori il meglio di sé, adesso sta vivendo un momento particolare ma penso che abbia tutte le risorse per uscirne alla grande. Sono dei momenti che noi sensibili abbiamo e che vanno accettati”.

Chiudo facendo un saltino nel passato… Che cosa sognava Alessandra, Misstake, da piccola?

“Io da piccola avevo due piani: il primo era fare la cantante, il secondo era fare il medico, ho queste due cose qua che tutt’ora mi tormentano. Io nel tempo libero studio tanto medicina, come piacere, mi piace tantissimo assieme anche a psicologia e dall’altro lato c’è la musica che è una mia grandissima passione ed è tutto. Quello che mi immaginavo è stato. Se tornassi indietro probabilmente proverei a fare l’università, anche se forse sarebbe troppo impegnativo. Per quanto adori studiare, poi quando mi ritrovo a dover far qualcosa per forza inizia a scemarmi la cosa… E così anche con la musica.

Non voglio, anche lì, andare a snaturare questa grande passione che ho, cerco di coltivarla il più possibile senza avere troppe pressioni. Anche con la musica ci sono stati dei momenti che, per esigenze esterne, mi veniva voglia di non far più nulla e non riuscivo, in quei periodi, nemmeno ad ascoltare una canzone. Quando da passione, qualsiasi cosa, diventa un lavoro, è difficile mantenere quello stato di beatitudine che si ha quando è solo una passione”.

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