883

883: in arrivo un documentario sulla loro storia

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Proprio in questi giorni è uscita la notizia che tutti i fan degli 883 stavano aspettando: è in arrivo un documentario sullo storico gruppo. La band ha incantato intere generazioni facendo cantare a squarciagola tutti quanti. Il gruppo fondato da Max Pezzali e Mauro Repetto è pronto a raccontarsi in un dramedy diretto da Sydney Sibilia. Sky ha pubblicato quello che potrebbe essere il titolo del documentario “Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La vera storia degli 883”.

L’avventura degli 883 inizia negli anni Ottanta a Pavia quando due compagni di classe decidono di iniziare a scrivere canzoni insieme. Esordiscono nella trasmissione 1-2-3 Jovanotti condotta dall’omonimo artista agli inizi della sua carriera. Ma la svolta al loro percorso musicale avviene grazie all’incontro con Claudio Cecchetto, vero talent scout di quel periodo. Il nome del gruppo deriva dalla cilindrata del modello base della motocicletta Sportster.

Partecipano al Festival di Castrocaro con il singolo “Non me la menare” e nel 1992 invece pubblicano “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”. Il brano, che ancora oggi viene passato in radio e nei locali, in quell’estate diventa un vero e proprio tormentone. Lo stesso anno pubblicano un album intitolato allo stesso modo che in poco tempo vende migliaia di copie.

Nel 1993 pubblicano il loro secondo album “Nord Sud Ovest Est” al cui interno troviamo brani entrati nella storia della musica italiana come “Sei un mito”, “Come mai”, “Sei un mito” e “Rotta per casa di Dio”. Il segreto del loro successo sta tutto nei testi: sono semplici e descrivono situazioni quotidiane e tipiche della giovinezza.

L’avventura però dura poco e nel 1994 il duo si scioglie e Mauro abbandona il progetto non prima di aver pubblicato “Remix 94” al cui interno molti remix dei loro celebri pezzi e l’inedito “Chiuditi nel cesso “.

La band si presenta al Festival di Sanremo del 1995 con il brano “Senza averti qui” e la nuova formazione ufficiale degli 883 si compone di nove elementi, tra cui Paola e Chiara Iezzi come coriste, Daniele Moretto, Michele Monestiroli, Jacopo Corso, Roberto Priori, Sandro Verde, Leandro Misuriello e Ivan Ciccarelli. Max Pezzali diventa ufficialmente il frontman del gruppo.

Quello stesso anno pubblicano l’album “La donna il sogno & il grande incubo” al cui interno è presente il singolo “Tieni il tempo” che vincerà il Festivalbar. Nel frattempo, la band gira in tour per tutta l’Italia registrando date sold out una dopo l’altra. La data più importante però è sicuramente quella del concerto in piazza Duomo a Milano quando 100 000 persone si radunano per ascoltar il gruppo live.

Negli anni la formazione cambia e molti nuovi volti partecipano al progetto garantendo alla band una certa fama. L’affetto del pubblico è davvero grande e i brani vengono accolti con grande clamore diventando in poco tempo delle vere e proprie hit radiofoniche. Nel 2001 arriva un nuovo album intitolato “Uno in più” contenente tracce come “La lunga estate caldissima”, “Come deve andare”, “Cloro” ed “Essere in te”.

È il 2002 quando Max Pezzali sceglie di abbandonare il progetto 883 e avviare una carriera da solista. Ma quando si ha un successo così strepitoso come gruppo diventa difficile trovare un proprio spazio da singolo, per quanto uno si possa impegnare a definire la propria identità si resterà sempre ancorati al passato. E questo è quanto è accaduto a Pezzali che ha potuto godere negli anni della fama acquisita precedentemente con gli 883.

Max Pezzali Max 90 (2) 883

Oggi le canzoni degli 883 e anche di Max Pezzali sono ancora attuali proprio per il fatto che raccontano situazioni da cui siamo passati tutti. Sono stati la colonna sonora dell’adolescenza di molti e appartengono al patrimonio culturale musicale del nostro Paese. Insomma, se non consoci gli 883, non sei nessuno. E se volete scoprire tutti i retroscena non dovete fare altroché aspettare l’uscita del documentario.

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