LDA e Albe
Ph. Antonio Agostinelli

LDA e Albe: “In Cado abbiamo unito pop e drill love”

É da poco uscito “Cade” il singolo che vede l’unione di due ex compagni di scuola ad Amici: Albe e LDA. Ecco qui la nostra intervista.
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LDA e Albe si sono ritrovati nella scuola di Amici come due fratelli, si sono supportati a vicenda nei momenti di sconforto, si sono contaminati artisticamente e hanno gioito dei propri traguardi. Un’amicizia che di certo non era destinata a finire dopo la fine del talent, infatti LDA e Albe si sono ritrovati a Roma e, per caso, è nata “Cado” che racconta l’amore dal loro punto di vista con una sonorità internazionale che non può far altro che rimanere nella testa della generazione Z (ma non solo, come dimostra il nonno di Albe).

Ho avuto l’opportunità di fare un paio di domande ad LDA e Albe, assieme ad altri giornalisti. La coppia perfetta, un rapporto ami et odi come tutte le migliori amicizie. Ci hanno raccontato la storia dietro al brano, il rapporto con i fan e com’è andato l’evento di Napoli, fino ad arrivare ai dettagli sulla loro meravigliosa amicizia.

Intervista ad LDA e Albe

Il singolo “Cade” sta riscontrando un discreto successo tra i vostri fan ma anche tra i fan di Amici, come state vivendo questo momento?

L: “Non voglio fare un discorso di streaming. La musica ci ha insegnato che gli streaming non fanno l’artista. Io sono contento che siamo riusciti ad arrivare a tante persone, per me è un onore. Nel mio caso ho sempre guardato papà e mi ha sempre fatto strano, oggi fa strano ancora di più per me. Quando vai ad Amici, è vero puoi prendere o no la coppa, ma in realtà hai già vinto ad esserci. Abbiamo un fandom molto bello, unito e sereno, ne vado fiero”.

Parliamo un attimo delle sonorità. Fin dal primo ascolto si sente l’influenza di un pop super internazionale. Come ci avete lavorato?

L: “Il pianoforte Albe l’ha trovato un po’ a caso. Per quanto riguarda proprio il sound del pezzo, noi siamo tanto influenzati un po’ da tutto. Ultimamente stavamo ascoltando molte basi drill love. Era partito inizialmente come brano piano e voce, ma poi ci siamo detti di mettere anche la batteria drill. Siamo riusciti ad unire un po’ il mondo pop a quello drill, è stato un bell’esperimento dal mio punto di vista”.

A: “Sì! Mi ricordo che, ad un certo punto, ho detto a Luca: “Ma cosa ce ne frega? Facciamolo drill“. Allora abbiamo fatto una drilata e siamo impazziti. Era troppo hit e allora ci siamo detti di tenerla così. Però comunque siamo rimasti nel pop senza snaturare troppo il genere diventando in un secondo Pop Smoke”.

Voi avete un bellissimo rapporto con i fan, a partire dall’evento che avete fatto ma in generale. Sono sempre dell’idea che tra artista e fan ci debba essere un rapporto di continua condivisione. C’è qualcosa, in particolare, che vi è rimasto?

L: “Ci sono arrivati tantissimi complimenti sull’evento. Non è stato gestito come evento artista-fan, sembravamo una classe in gita scolastica. Eravamo tutti lì per divertirci, senza quel rapporto distaccato che di solito c’è tra artista e fan. Abbiamo fatto le foto con tutti, abbiamo chiacchierato, abbiamo cantato il pezzo tutti insieme, abbiamo rivisto il video. Mi sembra giusto così, noi facciamo questo mestiere per i fan che ci seguono, per chi compra i biglietti, per chi ascolta la nostra musica, per chi semplicemente ci supporta. Mi sembra il minimo dare qualcosa indietro ringraziando. Anche il pezzo è piaciuto tanto, ma dall’inizio, da quella prima diretta su TikTok”.

LDA e Albe
Ph. Antonio Agostinelli

Ovviamente la canzone la porterete assieme sui rispettivi palchi, vero?

L: “Io Albe l’ho invitato, se non viene litighiamo. Ovvio, la canteremo assieme”.

A: “Vabé dai, era scontato”.

Sulle tematiche e sulle sonorità vi siete trovati subito, invece per quanto riguarda il lavoro in studio com’è andata?

A: “Io con Luca non ce la facevo più, ogni due secondi cambiava melodie. Allora mi sono messo lì e l’ho un attimo ridimensionato. Il pezzo era finito, ma dopo un po’ di giorni lo chiamo per dirgli che la sua strofa mi faceva schifo, gli ho detto di riscriverla. All’inizio era un po’ preso male, ma poi l’ho convinto, ha scritto quella attuale alle 2 di notte e quando me l’ha fatta ascoltare sono impazzito. Io in studio sono il casinista comunque. Io rompo su tutti i dettagli, anche a Steve (Tarta ndr) rompo sempre”.

L: “Sì, quello che rompe è Albe. Abbiamo cambiato più volte il beat… É stato un parto questa canzone, abbiamo tipo nove versioni di “Cado“, però come nei parti, poi quando vedi tuo figlio, ne sei tanto fiero”.

Voi due come amici, cosa vorreste avere l’uno dell’altro e cosa vi infastidisce invece?

A: “Ce l’ho io, questa devo dirla Luca, aspettavo questa domanda! Lo dico a chiunque, Luca è la persona meno organizzata di sempre! Io per questa canzone, oltre che cantare e scrivere, ho fatto il manager di Luca. Io a volte impazzivo! Però a livello positivo lui è molto generoso e disponibile, è una persona d’oro. Non ci si può trovare male con Luca, a meno che non si debba organizzare qualcosa ovviamente”.

L: “Confermo il fatto che sono un disorganizzato cronico. La mia vita è organizzata il minuto prima per il minuto dopo. Io parto dal pregio, di Albe vorrei la sua elettricità, il fatto che non sta mai fermo, è una Duracell che non si scarica mai. Un altro pregio è che a modo suo ti dà tanto affetto, ma lo devi capire, perché si mette un mezzo scudo, ma ormai l’ho sgamato. Qualche difetto… A volte mi sgasa un po’. Quando inizio a sognare Albe mi smonta. Albe è il re del pianto, un coccodrillo”.

LDA e Albe

Quando vi è capitato di cadere come avete reagito?

A: “Quando cadi, la cosa più bella è rialzarsi. Sembra scontato, ma quando riesci a rialzarti con tutte le tue forze ti senti più forte di prima. Anche Luca ha avuto un periodo no in casetta, alla fine questo l’ha portato ad uscire, si era perso. Ma si è rialzato fuori”.

L: “Quando una persona cade, sono due le scelte: o decidi di stare a terra e di piangere, oppure ti alzi anche se un po’ fa male, ma col tempo la ferita passa. In amore capita di avere qualche delusione, quando capita è brutto, ti senti il mondo che ti cade addosso. Però cosa vuoi fare? Non andare avanti?”.

Con chi vi piacerebbe collaborare in futuro?

L: “Albe lo diciamo insieme?”

A: “Vabbé ma quello è un po’ utopico”

L: “Dai, 1… 2… 3. Justin Bieber”

A: “Orietta Berti. No scherzo, io sono stra fan di Justin, è proprio mio papà lui, però è molto utopico, non lo imito musicalmente, di Justin ce ne sarà sempre uno. Sicuramente l’attitude ispira, lui è la popstar per eccellenza. In Italia ultimamente mi sto facendo influenzare dalla musica indie, la sto apprezzando molto. Crescendo cambio gusti musicali, quindi quel tipo di musica la ascolto e la comprendo di più”.

Lavorando insieme, stando insieme in casetta, condividendo arte ogni giorno, cosa avete preso l’uno dell’altro? E cosa vi aspettate per il futuro?

A: “Musicalmente, Luca mi ha trasmesso le melodie tipiche di Napoli. Mi sto facendo influenzare tanto, ultimamente sto ascoltando un sacco di musica napoletana vecchia e sto imparando alcuni pezzi al pianoforte, che hanno un sacco di accordi! Per quanto riguarda il futuro spero di rendere i fan fieri di me e fargli ricomprare il biglietto. Far sì che il primo tour sia fatto bene a tal punto che vengano anche al secondo, l’obiettivo è quello”.

L: “Per ora tutto mi sembra ancora tanto strano. I progetti sono tanti e grandi. Si arriva ad un punto in cui si creano delle aspettative su te stesso, quindi si deve almeno riuscire a soddisfarle e, in qualche modo, anche superarle ogni volta. Sono concentrato e fiducioso per il lavoro che sto facendo, per come sono puntiglioso su tutto. Non vedo l’ora di far sentire e vedere a tutti quello che sto facendo”.

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