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Francesco Guccini: “Canzoni da intorto” è il nuovo album

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Giovedì 17 novembre, in una grigia e uggiosa giornata milanese, Francesco Guccini ha presentato presso il circolo Bocciofila Martesana, il suo nuovo disco intitolato “Canzoni da intorto”. Si tratta di un progetto musicale cui l’artista ha lavorato per molto tempo e che vede ora ufficialmente la sua nascita. Colpisce subito la scelta di produrre un album nel solo formato fisico, decisione dettata da ragioni artistiche e commerciali.

Incalzato dai giornalisti presenti alla conferenza stampa che hanno domandato il perché di questa scelta così particolare in un mondo in cui il disco fisico sembra essere ormai diventato un lontano ricordo, Guccini ha risposto: ignoro cosa sia lo streaming, non è colpa mia. Una decisione, dunque, quasi obbligata che però ha incontrato l’appoggio dell’etichetta BMG che ha definito questo come un disco da sentire dall’inizio alla fine, traccia dopo traccia, senza saltarne nemmeno una, andando in ordine.

L’album è disponibile in formato CD, CD limited edition – maxi-formato, vinile, vinile special edition (in edizione limitata numerata e colorata) e anche in versione doppio vinile edizione esclusiva con tracce strumentali – incisione diretta dai mix. Un progetto che ci riporta alla bellezza della ritualità di uscire di casa e andare in un negozio a comprare un disco fisico. In un mondo in cui il valore di un artista è spesso solo legato al numero degli streaming, Guccini sposta indietro le lancette dell’orologio e ci invita a fermarci per un attimo, ad alzare il volume del nostro stereo e ad ascoltare le undici tracce.

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Ph. Mattia Zoppellaro

Come ha raccontato, in “Canzoni da intorto” troviamo le cover dei brani che il cantautore era solito suonare con gli amici e le amiche nelle serate conviviali. Un progetto che ambisce a ricordare le sere passate a Bologna tra partite di carte a Tre sette e cantate di gruppo rigorosamente accompagnate dalla chitarra. Dunque, nessun nuovo brano scritto da Guccini che resta fedele a quanto detto dieci anni fa in occasione della pubblicazione dell’album “L’ultima Thule”. Nel 2012 infatti aveva dichiarato che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui si sarebbe cimentato nella stesura di nuovi brani. Il motivo dell’addio alla scrittura svela tutta la grandezza di questo straordinario artista:

Ho deciso di smettere dopo l’ultimo disco per non dovermi arrampicare sugli specchi a cercare qualcosa che non mi veniva più. Non sono più capace di scrivere una canzone ed è inutile che mi sforzi a fare cose che non so più fare.

Un concept album questo che nasce da un pranzo a Pàvana con alcuni personaggi della BMG durante il quale Guccini svela l’idea di creare una raccolta di cover. La proposta viene subito accettata e la macchina creativa si mette all’opera. Il Maestro ha raccontato di aver fatto molta fatica a cantare questo disco e di aver dovuto recuperare l’allenamento prima di incidere le tracce.

Guccini
Ph. Nicoletta Subitoni

Il titolo cattura l’attenzione ed è un’espressione di origine gergale che significa imbonire, circuire per convincere qualcuno/qualcuna a prestarsi a proprio vantaggio. L’espressione “Canzoni da intorto” è stata pronunciata per la prima volta da Raffaella, moglie del cantautore, durante il pranzo con i rappresentanti di BMG; subito è stata accolta con grande entusiasmo. Guccini fa una precisione rispetto a questo titolo:

Significherebbe che le canzoni da me spesso cantate in allegre serate con amici servissero solo ad abbindolare innocenti fanciulle le quali, rese vittime del fascino di quelle canzoni, si piegavano ai miei turpi voleri e desideri… Ammetto che un paio di canzoni qui presenti, forse, potrebbero essere state usate alla bisogna, ma solo per un paio di volte e non di più. Intitolare l’intero album “Canzoni da intorto” equivale, in ogni modo, alla più evidente calunnia.

La tracklist di “Canzoni da intorto “è così composta:

  1. Morti di Reggio Emilia
  2. El me gatt
  3. Barun litrun
  4. Ma mi
  5. Tera e aqua
  6. Le nostre domande
  7. Nel fosco fin del secolo
  8. Green sleeves
  9. Quella cosa in Lombardia
  10. Addio a Lugano
  11. Sei minuti all’alba

Un album da sentire tutto d’un fiato e che di certo offre innumerevoli spunti di riflessione. Un regalo che il cantautore fa al proprio pubblico, un ritorno in scena che nessuno si sarebbe mai immaginato. Eppure, è successo. Ora non resta altro da fare se non acquistarlo e sedersi ad ascoltare il burattinaio di parole che ha ancora tanto da insegnarci.

Per chi ne avesse desiderio vi segnaliamo due imperdibili appuntamenti in cui l’artista firmerà le copie del disco: sabato 26 novembre presso la Feltrinelli di Galleria Vittoria Emanuele II a Milano e il 10 dicembre presso la Feltrinelli di via Appia Nuova 472 a Roma.

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