Bloody Mary
Photo by Johann Trasch on Unsplash

Autumn Music Drinks: il Bloody Mary

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Il Bloody Mary o lo ami o lo odi, non ci sono alternative. Con l’Autumn Music Drinks di questa settimana vogliamo raccontarvi la sua particolare storia. Dal sapore e dal colore inconfondibile, tutti almeno una volta nella vita lo hanno assaggiato, spinti dalla curiosità di quale sapore possa avere un cocktail che tra gli ingredienti ha il sugo di pomodoro. Nonostante i pareri negativi dei più, vi assicuriamo che il Bloody Mary è il drink preferito di molte persone. Qui cerchiamo di addolcirne la degustazione con qualche suggerimento musicale.

La storia del Bloody Mary

La paternità del cocktail è dibattuta. Due sono le personalità cui si fa risalire la nascita del Bloody Mary. Una versione della storia vede in George Jessel il creatore. Questa notizia sarebbe confermata anche da un articolo di giornale apparso sul “This is New York” in cui si parla di un nuovo digestivo a base di pomodoro e vodka creato da un tale George Jessel. L’altra versione della storia invece attribuisce la paternità al barman francese Fernand Petiot che lavorava nel locale del St Regis Hotel di New York, città dove si era trasferito. Molto probabilmente la soluzione all’enigma è data dal fatto che il primo inventò il cocktail, mentre il secondo lo perfezionò fino ad arrivare alla ricetta che oggi conosciamo.

Dibattuta anche l’origine del nome. L’epiteto Bloody Mary chiamerebbe differenti personaggi storici, tra queste anche la regina Maria Tudor I d’Inghilterra conosciuta ai più per la sua follia sanguinaria. La sovrana, infatti, si rese protagonista di una violenta repressione contro i protestanti nel tentativo di riportare in auge la religione cattolica.

Bloody Mary
Photo by Misunderstood Whiskey on Unsplash

Secondo altri invece si tratterebbe di un omaggio fatto alla cameriera del bar Bloody Bucket che si chiamava Mary. Possibile anche che a ispirare questo nome sia stata la sta di Hollywood Mary Pickford, amica di Petiot. Originariamente il cocktail presso il St. Regis Hotel veniva chiamato “Red snapper”; venne ribattezzato dopo che Petiot aggiunse il tabasco alla ricetta. Vi è poi una leggenda che ha del macabro e che fa derivare il nome del cocktail da una ragazza di nome Mary che venne sepolta viva per errore.

Per preparare questo drink servono 45 ml di vodka, 90 ml di succo di pomodoro, del succo di limone fresco, alcune gocce di Tabasco e di Salsa Worchestershire. In aggiunta anche un pizzico di sale e di pepe e immancabile il ghiaccio. In molti locali viene servito con il sedano che serve a smorzare il forte gusto della miscela.

Consigli musicali

Sono molte le canzoni che fanno riferimento a questo cocktail; per prima vi consigliamo di ascoltare quella di Giorgio Poi feat Elisa. Si tratta di una ballad romantica in cui ad un certo punto di fa riferimento proprio al cocktail Bloody Mary:

Quando davi la caccia con gli occhi severi
All’ultima goccia di un Bloody Mary

Altri testi citano Bloody Mary giocando però sul fatto che il nome rimanda alla regina Maria I Tudor di cui parlavamo prima. In particolare, le canzoni fanno riferimento alla sua violenza e tra il novero degli artisti che l’hanno citata troviamo Lady Gaga o The panic Channel.

Per creare invece un’atmosfera più movimentata potete sentire “Only girl” di Rihanna, soprattutto perché bere e amare il Bloody Mary significa essere unici. Come omaggio invece al colore rosso del pomodoro invece vi consigliamo di ascoltare “Rosso relativo” di Tiziano Ferro, un intramontabile classico del panorama musicale italiano. Una vera e propria ode al pomodoro è invece rappresentata dalla canzone intitolata “Pomodori” di Gino Paoli che celebra l’ortaggio in tutte le salse.

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