alex concerto fabrique

Alex: quando la fragilità e l’empatia vincono i cuori della gente

Si è chiuso ieri al Fabrique di Milano il tour di quattro date di Alex. Un concerto empatico, fatto di connessione emotiva. Rivivi con noi le emozioni.
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Si chiude al Fabrique di Milano, nella sua città, il Non Siamo Soli Tour di Alex che, quest’estate, lo ha portato a presentare live il suo primo EP. La sua dimensione preferita quella dei live e anche quella che, a suo dire (ma non posso far altro che trovarmi d’accordo) avrebbe fatto brillare al meglio il suo primo album ufficiale: “Ciò Che Abbiamo Dentro“.

Un concerto che non poteva far altro che iniziare da quel punto, da una canzone che parla proprio di questo, di quello che Alex vede e sente quando si ritrova davanti centinaia di fan pronti ad unire le loro voci con la sua e a tornare a casa con il cuore pieno di emozioni dopo aver reso anche quella venue un po’ casa. Ha solo 22 anni, alle spalle un percorso di crescita artistica ed umana nella scuola di Amici, che lo ha aiutato a capire che direzione artistica prendere, e così giovane riesce già a creare una connessione speciale con le sue Persone (perché non sono fan, sono persone come lui).

“dietro queste luci no non ci serve più niente abbiamo già un concerto in corpo tutto il resto fuori, è solo rimbombo… Il resto è per la gente sì, la gente che non c’è”

alex concerto fabrique

Quando ho sentito Alex per chiacchierare dell’album in uscita gli avevo detto che Noi sarebbe potuta diventare l’inno suo e delle sue Persone, ma dopo aver sentito la titletrack risuonare ad inizio e a fine concerto, con i fan che cantavano a pieni polmoni saltando, forse sposterei la scelta su questa. Un’iniezione di serotonina pura che riesce a far godere ai presenti il concerto con ancora più grinta ed emozione e rendere la dimensione live un appuntamento imperdibile per ogni fan di Alex.

Un album oggettivamente scritto e arrangiato benissimo, che funziona sul mercato italiano ancora pieno di inguaribili romantici e sognatori come Alex che non desiderano altro che trovare un artista capace di farli cadere nelle parole e riprovare le emozioni (belle o malinconiche) che ogni persona capace di rendere proprie le canzoni cantautorali ha provato almeno una volta nella vita.

Come poteva mancare in scaletta Sogni Al Cielo, la canzone che ha dato inizio al suo percorso, quella che lo ha fatto conoscere alle Persone, che da subito le ha prese per mano avvicinandole al cuore di un giovane artista empatico che non ha paura di mettere in musica fragilità e debolezze. “DA QUELLA STANZA SOLO A QUESTA STANZA INSIEME“, recitano così i fogli che i fan hanno alzato durante la canzone che ha preso vita da un piano nella sua cameretta, una canzone che non aveva un titolo ma che è entrata subito nei cuori della gente.

Insieme, è proprio questo che fa la musica di Alex, unisce sognatori, introversi, timidi, empatici che, entrando in quella stanza, riescono a sentirsi compresi in un mondo dove i sentimenti più puri stanno sempre di più svanendo.

Alex non ha più paura

Non Ho Paura“, un’altra di quelle canzoni che fin dal primo ascolto è piaciuta al suo pubblico, la terza più ascoltata del nuovo album. Una canzone che Alex ha scritto dopo aver superato numerose difficoltà, una lettera a sé stesso a posteriori, dove trovare rifugio in quei momenti in cui le lacrime versate sembrano non aver senso. Una canzone che, ancora di più dal vivo, ti porta a non vergognarti degli sbagli, ad abbatterti davanti ai commenti della gente, a fare delle lacrime una forza e a gridare al cielo, tutti insieme, io non ho paura mai.

“Mai, l’avresti detto mai, da tutte queste lacrime, potrebbe nascere qualcosa. Mai, l’avresti detto mai, sopra c’è scritto “fragile”, ma io non ho paura. Ripeti con me, “Io non ho paura””

La prima volta che scrissi di Alex era dopo averlo sentito cantare al piano “Sogni Al cielo“, alla prima puntata di Amici, in quell’occasione era riuscito a portare in uno studio televisivo la dimensione intima della sua cameretta. Quella volta dissi che aveva la capacità di prenderci per mano e, in punta di piedi, portarci nel suo empatico mondo artistico. Ieri sera non ci ha solo presi per mano, ci abbracciati avvicinandoci al suo cuore, facendoci sentire il suo battito veloce ed emozionato e portando i cuori delle sue Persone presenti, sognatrici, fragili e capaci di amare, a battere all’unisono grazie alla forza delle parole sincere del suo universo artistico.


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