Cristian Margelia

Cristian Margelia: “I miei fan sono un po’ come una famiglia”

7 Condivisioni
7
0
0

Cristian Margelia, classe 1996, è il giovane artista originario di Zurigo che pochi giorni fa ha pubblicato il suo nuovo singolo “Maybach”. Nel 2017 inizia a crescere sul web grazie al singolo “Sweezy Gang” e da lì in poi pubblica pezzi di successo come “Venti3”, “In Zona”, “Felpa col Cappuccio” & “Diabla”, che spaziano dalla Trap al Reggaeton. Dal 2019 collabora con Neezyboy con cui ha realizzato brani come “Fiesta”, “Uhlala”, “Party” & “Il ballo dei soldi”. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui in occasione della recente uscita di “Maybach”.

Come ti presenteresti a chi non ti conosce? Chi è Cristian Margelia?

Mi chiamo Cristian Margelia, per gli amici Margi. Volenteroso, quello che voglio lo devo ottenere a tutti i costi, generoso e poi mettiamo anche non solo pregi ma un difetto: testardo. È un difetto perché nella mia vita lo sono stato fin troppo e alle volte non è sempre stato positivo. Tante volte è stato positivo, molte è stata la mia rovina.

“Maybach” è il tuo nuovo singolo, come nasce questo brano?

Non ci ho pensato molto. Avevo questo beat realizzato da neezyboy, Alessandro, e in modo veramente naturale mi sono messo al microfono e ho lasciato andare la coscienza, il flusso naturale dei pensieri. Ero preso bene e ho iniziato a cantare. Io tendo a fare così perché quando penso troppo non mi escono le cose dal cuore. Per dirti “Diabla” che è il pezzo che ha fatto più successo, non dovevo neanche farlo. Ero in studio, mi son fatto mettere un beat e l’ho fatta, avevo voglia di cantare. Invece le volte che penso “ora scrivo il pezzo a casa, vado in storia”, non ha mai funzionato. Tutte quelle che sono andate in modo naturale sono andate meglio delle altre. Seguo le vibes.

Cristian Margelia

Hai definito questo brano un pezzo “ghetto chic”, ci spieghi meglio il significato di questa espressione?

“Ghetto chic” si intende qualcosa che comunque arriva dalla strada, ma chic perché arriva da lì ma non voglio identificarmi come ragazzo di zona, delle palazzine, anche perché io non arrivo da lì. Anche la Svizzera ce l’ha la sua strada, ma è un po’ più pettinata. Per darti un’immagine abbastanza concreta, artisti che portano questo concetto sono per esempio Drake, che fa tanti riferimenti alla strada però va in giro con Rolls Royce e fa business di altri tipi; c’è la connessione con la strada, ma si punta da un’altra parte. Quindi hai l’attitudine della strada da dove arrivi e la mentalità un po’ più chic.

Che rapporto hai con i tuoi fan?

È un bel rapporto, li vedo un po’ come una famiglia. Anche quando tutto va male, ci sono sempre quelle dieci o venti persone che ti scrivono e ti chiedono come stai. Quando invece va bene, ce ne sono tantissimi. Sono molto legato a loro e spero ne arrivino altri, allarghiamo questa famiglia. Io ho un rapporto molto personale, appena posso scrivo e rispondo. È giusto farlo, loro investono del tempo ad ascoltarti, tu devi avere del tempo per rispondere.

Non è scontata come idea…

Ovvio tanti entrano nel personaggio e fanno i fenomeni, ma questo alla lunga può dare fastidio secondo me. Magari anche come faccio io può essere controproducente, sai c’è sempre questa idea che l’artista deve essere inarrivabile. Però per la mentalità con cui son cresciuto io, son sempre uguale; mi vedi a bere il caffè in paese e sono in mezzo alla gente. Qui non ho tanti fan, essendo una realtà piccola quella in cui vivo, i fan magari arrivano da fuori, dall’Italia. Qui invece il fan si è tramutato in una persona con cui c’è rispetto reciproco, lo prendono sul personale “Devi spaccare”.

Qual è la tua canzone cui sei più affezionato e perché?

Ad ogni canzone sono affezionato, “Venti3” è quella che ascolto ancora adesso. Era un periodo un po’ magico, un po’ nostalgico. L’avevo cantata dopo che avevo fatto un live in cui si erano organizzati degli haters che avevano preso il tavolo davanti per darmi fastidio. Nonostante questo l’esibizione è andata benissimo, la gente si è messa contro di loro e poi ho fatto questa canzone. “Se non ti piaccio, non mi importa, Venti3come le Jordan”, faccio quello che devo fare, tu continua ad “haterare”, non mi importa. E quindi mi piace riascoltare questa canzone.

Il 2022 sta ormai per finire, fai un bilancio di quest’anno. Cosa ti aspetti invece dal prossimo?

Hai in mente quando hai la macchina ingolfata e devi riaccenderla? Per me il 2022 è stato così, la macchina si è riaccesa ma ora devo pulire le gomme, cambiare i fari, sistemare gli interni. Nel 2023 speriamo che vada in pista sul serio. Poi se arrivo primo o se arrivo ultimo per me per il 2023 è importante entrare in serie A.

Ti potrebbe anche piacere